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Il 4° Rapporto dell'Osservatorio nazionale dei distretti

Il 4. Rapporto dell'Osservatorio nazionale dei distretti fotografa una generale tenuta delle esportazioni e delinea i nuovi mercati aperti alle nostre produzioni.

Anno difficile il 2012 per i distretti italiani, che risentono della forte crisi che ancora attanaglia il nostro Paese e più in generale tutta l'area UE.

Mentre la domanda interna si rivela ancora in forte contrazione, sul fronte dell'export queste realtà produttive portano a casa un risultato complessivamente positivo, e per il 2013 il 37,4% delle imprese appartenenti alle filiere distrettuali si attende un andamento crescente delle esportazioni.

Da una stima complessiva, i bilanci 2012 delle imprese distrettuali dovrebbero registrare una caduta del fatturato del 2,8%, con punte di circa il 5% per i distretti del mobile, prodotti in metallo e sistema moda. Per il 2013 la ripresa si prevede modesta e sarà necessario aspettare il 2014 per vedere risultati più consistenti.

Quattro le strategie da mettere in campo per sostenere le imprese dei distretti in questa fase critica: investire in competenze e managerialità; allungare le filiere e rafforzare il raccordo con l'offerta di terziario innovativo; riposizionarsi sui mercati esteri; ridefinire il rapporto con le banche.

Sul fronte delle competenze e dell'innovazione si nota infatti una correlazione significativa tra grado di innovazione e performance dei distretti. I distretti vincenti sono caratterizzati da produzioni fatte su misura per i clienti, dall'investimento in formazione e dalla collaborazione più intensa fra aziende e centri di ricerca.

Sul tema dei mercati di riferimento si nota un progressivo mutamento delle destinazioni dei nostri prodotti a causa degli arretramenti subìti in alcuni importanti mercati di sbocco (Grecia e Spagna) in parte compensati dalle buone performance negli Stati Uniti e in Giappone, seguiti da Emirati Arabi, Russia e Messico. Le nostre imprese dovranno dimostrare di saper gestire e affrontare questa trasformazione e le richieste dei nuovi mercati.

Per chiudere, la nota forse più dolente riguarda l'accesso al credito delle aziende dei distretti. Il 32% di loro ha avuto difficoltà nella seconda parte del 2012 e il 40% degli imprenditori non si attende miglioramenti nel corso del 2013. La situazione è resa critica dalla difficoltà nel recupero dei crediti commerciali che sta portando ad un progressivo ridimensionamento della capacità di investimento dei distretti. Questa tendenza deve essere prontamente invertita perché le imprese che possono investire in innovazione e formazione mostrano la maggior tenuta alla crisi e riescono a crescere nonostante le contrazioni dei mercati.

Il rapporto completo è disponibile sul sito di Unioncamere.

Rif. Unionfiliere, Segreteria, e-mail: segreteria@unionfiliere.it

Data di pubblicazione: 21/05/2013 11:43
Data di aggiornamento: 24/05/2013 10:59