.:: Unionfiliere ::.


Home » In primo piano » Ultimi aggiornamenti » Intervista al nuovo Presidente di Unionfiliere, Luca Giusti

Intervista al nuovo Presidente di Unionfiliere, Luca Giusti

E’ Luca Giusti, 57 anni, presidente della Camera di Commercio di Prato, il nuovo presidente di Unionfiliere, l’Associazione delle Camere di Commercio per la valorizzazione delle filiere e dei distretti del made in Italy.
Eletto lo scorso 29 ottobre, il nuovo presidente ha espresso la volontà di proseguire sulla strada intrapresa dal suo predecessore Giovanni Tricca, certo di poter contare sul sostegno di tutte le Camere associate.
Gli abbiamo rivolto alcune domande sullo stato attuale dell’associazione, e sui progetti futuri.
Presidente Giusti, lei arriva ai vertici di Unionfiliere a due anni dalla sua costituzione. Può tracciare un bilancio dell’attività dell’associazione, in particolar modo dei risultati dell’ultimo anno?
Il 2013 è stato un anno di crescita per Unionfiliere.
Oltre ai Comitati dell’oro e della moda, sono stati costituiti quelli dell’edilizia e dell’abitare sostenibile, della nautica, della meccanica e dell’agroindustria.
Si è inoltre rafforzata la collaborazione con i distretti ed ampliato il numero delle imprese coinvolte nei progetti.
Gli obiettivi strategici alla base della costituzione di Unionfiliere sono stati confermati: promuovere, in tema di politiche di sviluppo delle piccole e medie imprese, un approccio progettuale teso a sviluppare una cultura di filiera, con iniziative che prevedano il coinvolgimento di tutti i diversi attori lungo l’intera catena del valore.
D’altra parte, la sfida della competitività richiede investimenti così consistenti che solo imprese strutturate possono sostenere; in questo contesto, o l’impresa cresce in dimensione o impara a collaborare, strutturalmente, con gli altri attori della filiera.
Per questo motivo le Camere di Commercio, con Unionfiliere, hanno scelto di favorire progetti di filiera che, per loro natura, presuppongono alleanze e collaborazioni tra sistemi: istituzionali, camerali, associativi, sindacali.
Così operando, Unionfiliere è diventata un luogo dove si lavora progettando il futuro, condividendo modelli di sviluppo che possano essere di supporto a imprese che devono trasformarsi e reinventarsi per poter operare in un mercato sempre più complesso e globalizzato.
“Serve un’idea di futuro, una missione condivisa che mobiliti energie e talenti per cogliere sfide e opportunità della nuova economia globale” ha detto recentemente il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci, durante la presentazione del Rapporto GreenItaly 2013. Questa è in un certo senso anche la mission di Unionfiliere? In che termini?
Assolutamente sì. In Unionfiliere non solo si condivide totalmente tale idea, ma si lavora concretamente, giorno per giorno, per tradurre quella sfida in azioni concrete utili alle imprese nel loro agire quotidiano. In particolare Unionfiliere è impegnata nello sviluppo di iniziative indirizzate a quelle filiere per le quali è già stato costituito il relativo Comitato: oro, moda, edilizia e abitare sostenibile, nautica, meccanica, agroindustria. Iniziative che vengono poi tradotte in strumenti condivisi e trasferiti, attraverso la rete delle Camere di Commercio, alle imprese. L’adozione di strumenti omogenei, e quindi di sistema, non mortifica le specificità territoriali; anzi, nella pur necessaria unitarietà di azione, vengono messe in risalto quelle peculiarità che costituiscono un innegabile fattore di successo dei prodotti made in Italy.
Un tema strategico, sempre più attuale, è legato al concetto di sviluppo sostenibile, inteso sia in termini ambientali, che economici e sociali. Qual è la posizione di Unionfiliere su questo argomento?
Filiere e sviluppo sostenibile rappresentano un binomio ineludibile per l’impresa del futuro, per quell’impresa cioè che ha accettato la sfida del cambiamento e modificato il proprio approccio passando dalla cultura del fare alla cultura di impresa.
I nuovi modelli di sviluppo, ed i relativi progetti in continua sperimentazione, sono, quindi, elaborati da Unionfliere per quelle imprese che tutti i Comitati di filiera hanno deciso di identificare con l’acronimo TF cioè imprese attente ai valori dell’appartenenza (Territorio e Filiera), dell’identità (Tradizione e Futuro), delle relazioni (Trasparenza e Fiducia).
Riqualificazione delle filiere e loro promozione nei mercati interno e internazionali: così può essere sintetizzata la strategia di Unionfiliere per la valorizzazione del made in Italy.
Quali saranno le strategie per il 2014 di Unionfiliere? Avete già fissato degli obiettivi?
A due anni dalla costituzione dell’associazione, può considerarsi conclusa una prima fase di “start up”. Parte ora una seconda fase all’insegna del consolidamento e dello sviluppo delle attività di Unionfiliere, che dovrà diventare un riferimento sempre più attivo e presente in ambito nazionale.
Oltre a svolgere la propria quotidiana attività a favore delle filiere rappresentate e ad implementare i progetti in fase di realizzazione, Unionfiliere, nel corso del 2014, si propone di consolidare ulteriormente i rapporti con il sistema delle Camere di Commercio, e di allargare la propria base associativa, allo scopo di facilitare ulteriormente l’avvio di nuove collaborazioni con altri soggetti, pubblici e privati.

Data di pubblicazione: 27/01/2014 10:47
Data di aggiornamento: 27/01/2014 10:52